1 Marzo a Crotone
Crotone, 1 Marzo 2009

Un grande momento di riscatto civile e sociale per Crotone e Per La Calabria


Diamo un nuovo ritmo alla Calabria ed al Mondo. Questo è stato lo slogan quasi spontaneo che è venuto fuori nelle settimane preparatorie antecedenti alla manifestazione Dall’Alleanza al Progetto 1 Marzo 2009 Crotone.

Non sono parole ma “persone”, che il primo marzo sono affluite in modo così numeroso a Crotone, segni reali, concreti di un cambiamento che sta avvenendo. E’ stato anche per chi lo ha organizzato un segnale forte di conferma rispetto a percorsi intrapresi. E’ stato un segno di solidarietà di molti.

Un consenso che ci ha sorpresi! Un successo di gioia, di condivisione, di riscatto civile e culturale. Un consenso che ci ha sorpresi nella quantità, nella qualità: i numeri dei partecipanti : i numeri e la modalità di partecipazione hanno superato ogni aspettativa. Conseguenze di un lavoro di rete, di un impegno della cabina di regia sinergico e capillare, di una voglia e di un bisogno di cambiamento reale. Un successo nella qualità, poiché tutti i partecipanti provengono da un percorso consapevole e maturo, da una presa di coscienza di un Progetto condiviso, di cittadinanza attiva, di responsabilità sociale e collettiva, di un operare non violento, di nuovi itinerari di speranza.

 

La manifestazione voleva essere e lo è stato la voce di chi vuole costruire percorsi di onestà, a partire dalla propria vita, non puntando il dito su altri, ma “io ci sono per essere il futuro”, di tutti gli onesti: una voce che è partita dal basso, dal vivere quotidiano, dalle storie degli uomini e delle donne, delle associazioni, dei lavoratori, delle imprese. Vi è stata una presenza composita e composta, di tante forze sane, diverse e differenti: dagli ex operai delle grandi fabbriche ai lavoratori di Villa Giose, dalle imprese del commercio(quelle più taglieggiate), a quelle agricole, alle imprese cooperative; da Palermo ad Aosta, da Trento a Brindisi, da Cagliari a Reggio Emilia e….tanti, tanti, tanti giovani. La presenza dei giovani studenti ha un valore assoluto poiché la partecipazione è stata voluta, ricercata, non in orario scolastico ma mettendo in luce sogni e speranze, aspettative e voglia di dignità e giustizia. La manifestazione del 1 marzo è una tappa del percorso, di un cammino che parte da lontano e che vuole arrivare lontano. Una manifestazione che ha il suo significato all’interno di un progetto di cambiamento, con finalità concrete e con tempi e modalità ben definite.

Sappiamo bene che la lotta alla mafia non si fa nei cortei, ma di questo siamo sicuri che qualsiasi persona e/o gruppo intelligente lo abbia capito! Nella manifestazione, nel corteo - che ha detta di tutti- più bello e più significativo non poteva essere; come negli interventi sul palco, come nelle rappresentazioni del pomeriggio, si è sintetizzato il lavoro reticolare, di sintesi e di programmazione di tutta l’alleanza costituitasi: un lavoro quotidiano di una socialità autentica, di una cooperazione vera, di percorsi educativi liberi e liberanti. Tutto questo frutto di un impegno individuale e corale che trova senso e forza nell’interazione di diverse esperienze e culture e di una nuova programmazione sinergica che non va a caccia di prebende e di collocazione da trovare ai propri elementi.

Pertanto non una manifestazione causata da una forte emotività, spontanea e Una Tantum ma creata, voluta, animata, e programmata nello spirito di un cambiamento possibile.

La scelta di Crotone è stata vincente: simbolo di un Sud che necessita di un riscatto civile, sociale, politico ed economico.

Da Crotone per tutta la Calabria, per tutta l’Italia (segno del successo mediatico da Repubblica all’Unità, dal Tg1 al Figarò, dall’Avvenire alle maggiori agenzie di stampa) è partito un forte segnale di speranza.

Una speranza che non ha colori se non quelli dell’Arcobaleno, di un voler costruire itinerari concreti su valori condivisi, che vedono nella idea del bene comune e dei beni comuni, del risolvere insieme i problemi, la propria lotta, il proprio credo di pensiero e di azione.

La lotta che vogliamo fare è contro chi ci vuole rassegnati, contro chi ci vuole indifferenti, contro la rassegnazione, contro il qualunquismo, contro chi vuole detenere privilegi di ogni genere, contro chi vuole tenere i calabresi precari tutta la vita.

Il Primo Marzo è stata la vittoria di tappa più importante e significativa di un giro che stiamo correndo con fatica e con entusiasmo.

Una tappa del bene contro il male, una tappa di montagna difficile, piena di insidie e di trappole. Quando, però, si vincono le tappe di montagne, di solito si vince anche la corsa finale.

Dalla società civile in un atteggiamento dialogante con le istituzioni (bella la presenza dei gonfaloni di molti comuni della provincia come dei rappresentanti della commissione antimafia), di collaborazione con il mondo della scuola, delle associazioni e della cooperazione, dei sindacati (c’erano tutte le bandiere) ha dato un segnale forte, positivo, di incoraggiamento. Bello, a nostro avviso, anche la presenza dei giovani dei partiti, segno che è possibile marciare insieme.

Una Città (simbolo) che si riappropria della sua comunità, dei suoi legami, delle sue relazioni. Con l’1 Marzo è arrivata una primavera gioiosa, vogliosa di cambiamento, di incoraggiamento, di apertura al mondo.

 
Crotone, 5 marzo ’09


Documenti
Saluto del Presidente
Saluto del presidente della GiOC Susanna Bustino per il 1 marzo 2009 a Crotone.


Album fotografico
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Notizia inserita o aggiornata il 20/03/2009. Letta 1035 volte.

 

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