Aspettando la Riforma
Torino, 13 Ottobre 2007

Immagine notizia


Nella mattinata di Sabato 13 ottobre 2007, presso la sala don Mario Operti, in corso Siracusa 213, a Torino, si è svolto il congresso dal titolo: “Aspettando la riforma: quali prospettive educative nella formazione professionale!” organizzato dalla GiOC, la Pastorale del Lavoro e il Centro Studi Bruno Longo, in memoria di don Mario Operti e don Gianni Fornero.
Inoltre è stata l’occasione per celebrare, a 40 anni dalla sua morte, don Milani, riattualizzando il suo progetto educativo e pastorale.

È stata l’opportunità per presentare, a tre anni dal suo avvio, il progetto della Formazione professionale che ad oggi conta quattro coordinamenti di ragazzi e un gruppo di professori che si coinvolgono attivamente nella organizzazione e realizzazione del percorso formativo e aggregativo della formazione professionale.

Il convegno si è aperto con una preghiera di ricordo e commemorazione dei due sacerdoti a cui era dedicato il convegno, i quali hanno promosso fortemente il lavoro di rete e le sperimentazioni con i giovani lavoratori; in particolare a  don Gianni Fornero che mise le basi per le sperimentazioni e l’avvio del progetto nella formazione professionale. La mattinata è proseguita con la testimonianza di Laura Tripi, una giovane della Formazione professionale che ha vissuto il suo percorso nella scuola e nell’associazione come protagonista. Di seguito abbiamo riportato alcune voci, testimonianze di giovani coinvolti nel percorso di questi anni che ci pongono delle sfide educative e delle prospettive interessanti per rimettere al centro l’educazione nei percorsi di formazione e di vita. Sono poi intervenuti Arturo Faggio dell’assessorato alla formazione professionale della provincia di Cuneo, che ci ha esposto alcuni dati del contesto formativo complesso odierno, dal punto di vitsa delle riforme e delle istituzioni.
Inoltre l’Ing. Attilio Bondone, presidente dell’ente Casa di Carità Arti e Mestieri  che ha risposto alla domanda: Educare oggi nella FP: le responsabilità educative delle agenzie formative, dei docenti...” riportando il vissuto e le esperienze dirette dei centri di formazione professionale. Infine il dott. Domenico Chiesa, consulente del ministero dell’istruzione ha riportato alcune sfide del contesto, riattualizzando la proposta educativa di don Milani.
La mattinata si è conclusa con un vivace dibattito che ha coinvolto direttamente il pubblico presente, partendo anche dalle esperienze di professori e direttori presenti in sala che hanno messo in luce il vissuto quotidiano della Formazione professionale.

Il convegno non è sicuramente la conclusione di un percorso ma una tappa intermedia di un cammino educativo che vede il coinvolgimento di diversi soggetti. Sappiamo che la strada da percorrere è ancora lunga, numerose sono le sfide aperte, gli obiettivi da raggiungere molteplici ma sappiamo che la scommessa dell’educazione di questi soggetti sia una priorità oggi, una scommessa vincente che sappiamo di poter vincere solamente insieme!


Esperienza nella Formazione Professionale di Laura Tripi

Buon giorno a tutti sono Laura ho 21 anni e attualmente svolgo il servizio civile presso la GiOC.
Dopo le scuole medie mi sono iscritta al liceo sociopsicopedagogico di Chivasso, e dopo aver frequentato un anno, mi sono resa conto che non era la scuola adatta a me poiché facevo fatica a studiare, trovavo le materie troppo teoriche e pativo il fatto che professori ci ricordassero continuamente che “tanto noi lo stipendio lo prendevano lo stesso” anche se noi non facevamo niente!!! Dopo la bocciatura sono entrata in confusione e non sapevo bene cosa fare, per me d’altronde una scuola valeva l’altra!, e così mi sono iscritta, sempre nello stesso istituto, a scienze sociali ma mi sono resa conto che la situazione non era cambiata e io continuavo a non studiare.

Durante il corso dell’anno sono venuti in classe da noi, alcuni ragazzi del centro di formazione professionale di Castelrosso, a presentare la scuola e i corsi e mi hanno incuriosito soprattutto per la praticità e la concretezza del loro corso, ma nonostante il mio interesse per il CFP ho proseguito l’anno con poco successo e quindi è arrivata la seconda bocciatura. A quel punto ho deciso di andare a lavorare, sotto spinta dei miei genitori, ma col passare del tempo mi sono resa conto che il lavoro che facevo non mi dava soddisfazioni e che cercavo qualcosa in più. Così decisi di informarmi sui nuovi corsi della Casa di Carità Arti e Mestieri di Castelrosso e ho cominciato a frequentare il corso biennale di addetto ai servizi all’impresa, e di seguito un anno di specializzazione come operatore di contabilità generale. La differenza sostanziale tra questa scuola e quella precedente è la concretezza: di teorico questa volta non c’era quasi niente, le materie erano interessanti ma non troppo approfondite, e quindi per me era più semplice e piacevole studiare tanto da ottenere ottimi risultati che mi incoraggiavano a proseguire il mio percorso di studi. Inoltre ho trovato professori molto più disponibili a venire incontro alle nostre esigenze e carenze formative; a differenza dei professori del liceo ci ricordavano che i nostri fallimenti scolastici erano degli insuccessi per loro e quindi lavorano con entusiasmo per farci appassionare alle loro materie.
Nel 2005 ci fu presentato dalla nostra professoressa la possibilità di partecipare ad un campo estivo della GiOC con la Pastorale del lavoro, e insieme ad alcune mie compagne abbiamo deciso di partecipare pur non sapendo esattamente che cosa ci aspettava!
È stata una magnifica esperienza che mi ha permesso di conoscere delle persone con le quali ho costruito delle relazioni stabili e autentiche, di confrontarmi con altri giovani rispetto a fatti concreti della vita, di divertirmi in modo sano e alternativo. Questa esperienza mi è piaciuta così tanto che non ho più voluto smettere, infatti ho continuato a partecipare a tutte le iniziative della GiOC come campi week-end, il 1° maggio e il gruppo di Revisione di Vita, anche quando ho concluso il mio percorso formativo nella FP.

Dopo due anni che frequentavo i campi, mi è stato proposto di diventare responsabile di un gruppo di ragazzi, sempre della formazione professionale che iniziava il suo percorso con la GiOC, anche questa è stata un’esperienza unica perché mi sembrava un po’ strano il fatto che io che non sono responsabile neanche di me stessa, potessi seguire altri ragazzi…mi chiedevo quello che potevo trasmettere loro, visto che faccio fatica anch’io su molte dimensioni. Quest’esperienza mi ha dato la spinta per crescere in tutti sensi, assumendomi la responsabilità di altri dovevo per forza maturare anch’io e migliorare su aspetti su cui faccio più fatica!
Come se non bastasse, terminata la scuola, mi è stata fatta la proposta di servizio civile e pur non sapendo esattamente di cosa si trattasse, ho accettato volentieri perché non mi sentivo pronta per il mondo del lavoro, che pur affascinandomi mi spaventava, e ho visto l’occasione del servizio civile come un’opportunità per imparare cose nuove, sperimentare alcune competenze acquisite con la scuola, e lavorare in un ambiente favorevole a contatto con altri giovani.
In questo anno sono riuscita a superare le mie paure iniziali e a trasformare il mio disagio in voglia di crescere e diventare una persona migliore, grazie al confronto con gli altri volontari e giovani della GIOC, per me fonte continua di stimoli e sostegno in questo viaggio anche nei momenti più difficili. Questo anno per me è stato indescrivibile e se ripenso a me 12 mesi fa, non riesco a riconoscermi, so che ho ancora tanta strada da fare per realizzare i miei progetti, ma in questo momento mi sento più forte e determinata!

Questi ultimi 5 anni sono stati una scoperta continua, se devo pensare ai miei cambiamenti sono stati moltissimi prima di tutto sono riuscita a uscire dal mio territorio,  lavorando sulla mia autonomia (prendo il treno, mi sposto senza problemi, faccio le cose da sola). Inoltre è cambiato il modo di vivere il mio tempo libero…prima passavo le serate in piazza a Volpiano a perdere tempo,  oggi attraverso la costruzione di relazioni significative passo il mio tempo in modo costruttivo attraverso l’impegno e il confronto gli altri.
Tra le altre cose mi è anche tornata la voglia di studiare, e sto pensando di conseguire il diploma!



Album fotografico
Cliccare sulla foto per vederla ingrandita.


Notizia inserita o aggiornata il 06/11/2007. Letta 1273 volte.

 

Torna ad inizio pagina
Torna su