Esperienza di Salvo
Catania, 18 luglio 2006


Mi chiamo salvo ho 20 anni e vivo a Catania, in un quartiere di periferia.

Ho la licenza media ma ho frequentato fino al II superiore come operatore termico, poi ho lasciato perché non mi piaceva l’ambiente. Da allora ho sempre lavorato: prima con mio nonno al mercato, vendevamo articoli da cucina. Questo l’ho sempre fatto, anche quando studiavo, durante l’estate.
Poi ho fatto il meccanico per un paio di mesi, ho subito lasciato perché gli orari erano troppo faticosi e non avevo mai un po’ di tempo per me. Poi ho iniziato a fare saltuariamente volantinaggio per due anni e dopo ho fatto il promoter per una società di marketing. Per un breve periodo ho lavorato come agente immobiliare. Non ho mai guadagnato molto, a volte ero a provvigione e spesso ho lavorato per più di otto ore al giorno senza averne la retribuzione corrispettiva.

Attraverso il lavoro ho compreso però che per guadagnare bisogna faticare e che ogni cosa va conquistata. Il lavoro mi è anche servito per fare nuove amicizie e per farmi capire l’importanza delle regole e il rispetto di colleghi e clienti. Una volta il mio principale mi ha detto: quando entri qui lascia dietro la soglia della porta tutti i tuoi problemi e sii sempre cordiale con tutti. Io ci provo, ma a volte le vicende della mia vita privata condizionano il mio comportamento, anche al lavoro.

Mi sono sempre trovato bene, in ogni lavoro, ma il mio sogno è fare il DJ. Ho potuto comprare l’attrezzatura con il primo stipendio e ogni tanto suono a delle feste private. Adesso sto raccogliendo i soldi per comprare la macchina e quest’anno mi sono iscritto ad un istituto parificato per diplomarmi e poter così andare all’università in Scienze politiche, perché un’altra mia passione è la politica.

Faccio parte della GiOC da un anno e questa esperienza mi ha aiutato a capire il significato del lavoro, soprattutto quando abbiamo affrontato la problematica dello sfruttamento e del lavoro nero. Ci siamo chiesti insieme se è giusto accettare certe condizioni di lavoro perché non si trova di meglio.
Il gruppo si è diviso in due. Secondo me non bisogna accettare certe condizioni assurde e bisogna cercare sempre quello che ci piace fare davvero. Anch’io ho accettato certe condizioni ingiuste, pur di guadagnare qualcosa, però nel frattempo non ho mai smesso di sognare il mio lavoro ideale e ho cercato di fare qualche passo per poterlo un giorno realizzare, come quando ho iniziato a fare il DJ privatamente.

La GiOC soprattutto mi aiuta a riflettere sulle mie scelte e a prendere la strada migliore. E poi alla GiOC ho conosciuto nuovi amici.

Notizia inserita o aggiornata il 20/07/2006. Letta 1715 volte.

 

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