Campo formazione professionale - Catania
Catania, 22-23 giugno 2006

"Consum-attori, lavor-attori, progett-attori"

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Nei giorni 22 e 23 giugno si è svolto a Linguaglossa (CT), presso la Casa S. Tommaso un mini-campo per gli allievi della formazione professionale dal titolo “Consum-attori, lavor-attori, progett-attori" organizzato dall’Ufficio di Pastorale Sociale e Lavoro dell’Arcidiocesi di Catania, in collaborazione col Centro Animazione Lavoro del Progetto Policoro e animato dalla GiOC (Gioventù Operaia Cristiana).

Al campo hanno partecipato circa 30 ragazzi delle ultime classi dell’ODA (Opera Diocesana Assistenza) di Catania, del CNOS (Centro Nazionale Opere Salesiane) di Lineri e di Barriera. Il campo è stato un’occasione innanzitutto di incontro, scambio e confronto tra giovani provenienti da diversi Centri che stanno per immettersi nel mondo del lavoro e che, attraverso le proprie scelte quotidiane, stanno costruendo il proprio progetto professionale.
Il titolo scelto esprime proprio la necessità di assumere piena consapevolezza delle proprie scelte, di essere sempre protagonisti della propria vita, del proprio consumo, del proprio lavoro, del proprio progetto.

Attraverso diverse tecniche, giochi e lavori di gruppo, si è riflettuto sulla dimensione del consumo nella propria esperienza di vita, a partire da ciò che è indispensabile per sé e dall’approccio al consumo che hanno gli altri giovani italiani; si è scoperto insieme come il consumo può essere occasione per costruire relazioni, se vissuto in modo critico e consapevole; ci si è confrontati sul significato che ciascuno attribuisce al lavoro, sulle proprie aspettative, sui propri sogni, sulle proprie paure e sui vincoli legati alle prospettive future.

Dalle riflessioni fatte nei diversi gruppi di lavoro è emerso soprattutto che i giovani hanno una visione molto lucida del proprio futuro, i loro sogni sono molto concreti e strettamente legati alle proprie scelte formative e al proprio percorso scolastico che si avviano a concludere. I giovani hanno un forte desiderio di “normalità": c’è chi vuole fare l’elettricista, chi il parrucchiere, chi il grafico, e sperano fortemente di poter spendere in modo proficuo nell’attuale mercato del lavoro la qualifica che al più presto conseguiranno. Qualcuno vuole mettersi in proprio e sogna già di avere un’impresa da gestire autonomamente, qualcun’altro preferisce lavorare come dipendente e sogna un posto stabile che possa permettergli di costruire una famiglia. Le paure sono legate soprattutto alla disoccupazione e, in particolare allo sfruttamento, al lavoro nero e al precariato, esperienze che tra l’altro vivono spesso alcuni di loro in prima persona. Si tratta di giovani consapevoli delle proprie competenze e delle proprie scelte, desiderosi di impegnarsi e di dare il proprio contributo alla costruzione di un mondo migliore attraverso il proprio lavoro quotidiano. Si tratta al tempo stesso di giovani coi piedi per terra, consapevoli delle numerose difficoltà che incontreranno e delle dolorose dinamiche che caratterizzano l’attuale mercato del lavoro.

Ogni momento di riflessione si è sempre concluso con le stimolanti considerazioni dell’Assistente nazionale della GiOC, Don Giacomo Garbero, sulla sobrietà come stile di vita, sui valori di impegno, responsabilità, generosità e coerenza, sull’esempio dello stile di vita di Gesù, sempre pronto a spendersi senza risparmio per ogni uomo e soprattutto per i più deboli ed emarginati. Alla luce della Parola di Dio, è stato possibile dare un forte messaggio di Speranza e cogliere i segni della presenza del Risorto nella vita di ciascuno e nella società. Ad ogni partecipante è stata poi prospettata la possibilità di sperimentare, insieme ad altri giovani, nuovi percorsi di crescita umana e cristiana e di discernimento sulla propria vocazione lavorativa attraverso le opportunità di formazione, di orientamento e di evangelizzazione che il Progetto Policoro e la GiOC offrono a tutti i giovani dell’Arcidiocesi di Catania.

Notizia inserita o aggiornata il 25/06/2006. Letta 2629 volte.

 

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