Convegno nazionale
"Nessuno educa nessuno?"
Torino, 19 giugno 2004

Soggetti, prospettive, percorsi dell'educare oggi

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Il 19 giugno, in commemorazione della scomparsa di Mons. Mario Operti, si è svolto il convegno nzionale sull'educazione “Nessuno educa nessuno" organizzato dalla GiOC e dal Centro studi “Bruno Longo".

E' stata un'occasione per confrontarsi su quali sono oggi le sfide dell'educazione e su come la GiOC e la società in genere possono rispondere a queste sfide! Si è parlato dei temi dell'educazione, dei soggetti e di quello che in specifico la GiOC prova a realizzare attraverso i percorsi educativi con i giovani lavoratori.

Graziella Giovannini, docente di sociologia dell'educazione all'Università di Bologna, ha richiamato l'attenzione ai soggetti: i giovani dei centri di formazione professionale, gli apprendisti, tutti quei giovani “invisibili" su cui ancora oggi vale la pena scommettere e per i quali è necessario pensare percorsi educativi “per loro" e “con loro". Ivo Lizzola, docente di pedagogia all'Università di Bergamo, ha aiutato a contestualizzare il quadro giovanile, e ha riportato al senso dell'educare oggi, partendo dalla vita, dalle situazioni e dai contesti che variano continuamente! Don Teresio ha aiutato a fare sintesi, ad unire fede e vita, sottolineando l'importanza di interrogarsi e di discutere alcune questioni fondamentali: la dimensione affettiva, il senso del dolore…

Nello stile della GiOC le riflessioni sono state precedute da alcune storie di vita, ad introdurre le domande per gli interlocutori. Sono stati riportati i dati dell'ultima campagna d'azione e il video realizzato dalla zona di Rossano , in cui sono state raccontate le storie di lavoro dei giovani del sud e del Progetto Policoro (un progetto che nasce da un'intuizione di Mons. Mario Operti, sostenuto dall' Ufficio di Pastorale del lavoro nazionale, per la promozione e il sostegno della crescita umana, sociale e lavorativa dei giovani del sud).

Concludendo il convegno Marco Calvetto, presidente della GiOC, ha ribadito l'importanza che ancora oggi ha fare educazione e non solo formazione, svolgendo questo compito con uno stile attento alla vita.

Per concludere riportiamo alcune parti dell'elogio alla nuova generazione di Mons. Mario Operti, perché sono cariche di speranza e di fiducia nei giovani!!!

“… Quando si leggono inchieste relative alla condizione giovanile si è sempre tentati di collocarsi subito nella veste di interpreti responsabili della situazione e non mancano i casi in cui si è tentati di fare confronti con la nostra esperienza e con i tempi passati... I giovani sono il domani della nostra vita, sono il futuro che noi sogniamo e al quale non prenderemo parte, sono la riprova delle nostre debolezze e al contempo sono la novità dell'uomo, irriducibile ai nostri schemi… Preferisco essere tra quanti dichiarano apertamente di far fatica a capire i giovani d'oggi, di non avere grandi cose da dire loro senza rischiare la retorica o la predica. Confesso di non sentirmi all'altezza delle strategie educative, né delle risposte da dare loro. Una cosa però mi sento di fare ed è sincera… Elogio della nuova generazione , dunque perché i giovani d'oggi si trovano a vivere una stagione e un'esperienza che, più di quelle di prima sono ricche di opportunità e di nuove prospettive.
La libertà … libera dalle ideologie e dagli schemi culturali precostituiti, insofferente a tutte le classificazioni concettuali possibili… la libertà per essere piena, per realizzarsi va spesa per qualcosa…
… elogio di questa generazione per i suoi affetti e i suoi sentimenti. Finalmente non si ha più paura ad esprimere quello che si sente e il desiderio non è più visto come debolezza e incapacità. Sono tornati ad essere uomini e donne che piangono, ridono, sono felici e tristi senza vergognarsi… Elogio anche per loro incertezze e le loro indecisioni. Provate voi a vivere, quando tutti dicono che nella vita cambierete almeno 7 volte lavoro, quando vi accorgete che le generazioni che vi hanno preceduto non sono costanti e fedeli nelle decisioni e negli affetti.... Elogio alle loro insicurezze, segno di una generazione che non compra a scatola chiusa… elogio alla loro flessibilità, augurando loro di trovare qualcuno che li aiuti a socializzare le incertezze, a costruire fraternità, a solidarizzare nei problemi perché non è rifugiandosi nella tana che si riesce a solcare il mondo… Elogio anche perché sono più generosi e genuini dei giovani di un tempo . Hanno bisogno di sentirsi utili e non per questo scrivono proclami rivoluzionari; dedicano parte del loro tempo libero a qualche causa e non per questo si sentono i salvatori della patria. Magari alla fine risultano un po' incoerenti…ma certamente sinceri nella loro volontà di bene… Elogio di questa generazione trasgressiva… perché è voglia di novità e di verità, di profezia di autenticità… perché questa è il luogo dove possiamo incontrare il Volto nuovo di un Dio che non guarda l'esterno delle persone ma che preferisce chi, pur avendo molto trasgredito, ha molto amato!… non è possibile alcuna educazione, nessun progetto… senza essere capaci di cogliere il nuovo che c'è all'orizzonte…"



Documenti
Nessuno educa nessuno?
Atti del 1° convegno nazionale dedicato a don Mario Operti, la vita per i giovani lavoratori. Contributi di Gabriella Giovannini, Ivo Lizzola, don Teresio Scuccimarra.

Notizia inserita o aggiornata il 22/06/2004. Letta 2335 volte.

 

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