Leggere la società, interpretare la vita
Torino, 18 giugno 2005

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«Come mai questo tempo non sapete giudicarlo? E perché non giudicate da voi stessi ciò che è giusto?» (Lc 12, 56-57), questa potrebbe essere l’icona biblica che ha caratterizzato il convegno, il cui tema è stato il modo in cui le associazioni affrontano la sfida culturale di educare a leggere la realtà in cui siamo immersi, per essere capaci di agire e vivere da protagonisti i diversi contesti.
A approfondire l’argomento è intervenuto Maurizio Ambrosini, docente di sociologia all’Università di Genova, che ha sottolineato come le associazioni siano tenute a proporre percorsi educativi capaci di dare alle persone speranza, di renderle soggetti maturi, in grado di creare legami veri tra i valori della convivenza comune e della giustizia sociale.
Silvio Crudo, sociologo e presidente regionale ACI Piemonte, ha poi sottolineato la necessità che realtà come la GiOC, l’Azione Cattolica e le ACLI si confrontino sull’obiettivo di formare un laicato pensante e organizzato.
Stefano Tassinari, presidente provinciale ACLI Torino, ha fatto notar come non ci sia educazione che non parta da una ricerca curiosa delle nostre realtà, che metta in luce anche le contraddizioni dei valori che viviamo. Allo stesso tempo, però, è necessario che questo processo crei qualcosa e produca azioni.

Il convegno è stato salutato in apertura dal Vescovo ausiliare di Torino Mons. Giacomo Lanzetti che ha ricordato l’impegno di don Mario Operti, che ha dedicato la sua vita all’evangelizzazione dei giovani lavoratori.
Per il Comune di Torino, è invece intervenuto Guido Alunno, presidente della IV Circoscrizione.


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Notizia inserita o aggiornata il 22/06/2005. Letta 1769 volte.

 

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